02/02/2010
Bettino Craxi: grande statista o grande "mariuolo"?
Giorni fa c'è stata ad Hammamet la commemorazione di Bettino Craxi a dieci anni della sua scomparsa.
Giornali e tv hanno ricordato la sua figura di uomo politico e di condannato in seguito ai fatti di tangentopoli.
Ma Bettino Craxi fu un grande statista,o un grande "mariuolo"?
Premessa: chi scrive non sta nè dalla parte dei forcaioli alla Di Pietro, nè dalla parte dei garantisti "tout court".
Sta dalla parte degli oggettivi. E' mia opinione infatti che Craxi fu un grande statista,uno dei migliori che il nostro Paese abbia avuto; ma è anche mia opinione che non fu estraneo al sistema corrotto di "tangentopoli".
Il problema è che Craxi si ricorda solo per i guai giudiziari dimenticando il bene che ha fatto alla nazione.
Questo articolo, vuole proprio ricordare il Craxi uomo di stato.
Una volta al governo, si distinse da subito per politiche economiche lungimiranti e per una politica estera che rese l'Italia un'attrice di primo piano nello scenario internazionale.
-Riguardo le politiche economiche, va ricordato che sotto il suo governo l'inflazione scese di 12 punti; l'economia italiana si sviluppò (anche grazie a provvedimenti incentivanti in tal senso) a tal punto che il nostro Paese diventò la quinta realtà industriale avanzata del mondo.
L'aumento del debito pubblico durante quegli anni non fu come alcuni dicono colpa del governo Craxi, bensi' il frutto di anni e anni precedenti di politiche clientelari (politiche clientelari a cui certo il PSI non era estraneo, sia ben chiaro).
Per non parlare del taglio di quattro punti della scala mobile, con conseguente vittoria al referendum del 1985 (che fece risparmiare alle casse dello stato miliardi di lire).
Sempre riguardo la politica economica, pochi ricordano la grande battaglia contro l'evasione fiscale posta in atto dal suo governo.
-Riguardo la politica estera, Craxi fu un convinto atlantista.
Diede l'appoggio del suo partito all' installazione in Sicilia dei missili Pershing e Cruise,posizionati contro l'Unione Sovietica. Significativa al riguardo l'opinione dell'ex segretario di stato di Jimmy Carter: ”senza i missili Pershing e Cruise in Europa la guerra fredda non sarebbe stata vinta; senza la decisione di installarli in Italia, quei missili in Europa non ci sarebbero stati; senza il PSI di Craxi la decisione dell’Italia non sarebbe stata presa. Il Partito Socialista italiano è stato dunque un protagonista piccolo, ma assolutamente determinante, in un momento decisivo”.
E' grazie a lui se l'Italia entrò nel G5.
Da Presidente del Consiglio, dimostrò di essere si un convinto atlantista, ma senza per questo essere servile con gli States (vedi caso-Sigonella).
Inoltre, come Consigliere dell'Onu contribui' alla ricostruzione del Libano ed a interventi per la pacificazione nei Balcani e nel Corno d'Africa.
Last but not least, mi preme ricordare la sua battaglia contro il comunismo a favore di una sinistra riformista e moderna.
E' anche grazie a lui se la squallida mentalità comunista iniziò a sfaldarsi nel Paese. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Bonaiuti (non proprio il mio politico preferito, ma in questo caso condivido in pieno le sue parole) disse a tal proposito: "Nessuno oggi ricorda che Craxi sottrasse il Partito socialista alla sudditanza nei confronti dei comunisti e preparo' con cio' la battaglia contro quella pretesa superiorita' morale dei dirigenti comunisti che non aveva alcuna ragione di esistere allora e non ne ha alcuna ancora adesso".
Già. Troppe cose si dimenticano di Bettino Craxi. Vero, Italia?
Antipaticox
22:02
Scritto da: antipaticox
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14/11/2009
La sentenza della Corte europea sul crocifisso: pensieri e proposte
La Corte europea per i diritti dell'uomo,nel motivare la sentenza emessa in seguito ad un ricorso presentato da una cittadina italiana, dice che la presenza del simbolo religioso nelle aule scolastiche costituisce «una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni».
Piccola premessa per il lettore: non sono un anti-europeista e sono di fede cristiana.
Questa sentenza mi fa incazzare. E dire che non sono un cattolico praticante, nè tantomeno un fanatico vaticanista, nè un ciellino, ecc. ma solo un cristiano che crede in Dio.
Spiegherò le mie motivazioni in alcuni punti.
Punto numero 1: una corte composta da un numero limitato di persone, non dovrebbe avere la possibilità di decidere per migliaia e migliaia di altre persone, soprattutto riguardo ad una materia delicata come la fede.
Punto numero 2: il simbolo della croce era già utilizzato in epoca pre-cristiana come simbolo dell'unione dei contrari, della vita, del tempo, ecc. quindi non è un simbolo inventato dai cattolici, ma semplicemente adottato dalla cristianità per simboleggiare il sacrificio di Cristo in favore dell'umanità. Ragion per cui a mio avviso nessuno dovrebbe sentirsi offeso se in un posto pubblico si ricorda una gesto cosi' bello, un gesto d'amore; a maggior ragione in una società dove l'amore e il sacrificio per gli altri non sono valori cosi' diffusi.
Punto numero 3: Invito la gente che si sente turbata dal crocifisso (come Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all'istituto Vittorino da Feltre di Abano Terme frequentato dai suoi due figli di togliere i crocefissi dalle aule e che è l'artefice del ricorso alla Corte europea la quale le ha dato ragione) e la gente che non rispetta le nostre radici cristiane (come Adel Smith, presidente dell' Unione Musulmani d'Italia) a lasciare il nostro paese o a stare al proprio posto.
Per chi non conoscesse Adel Smith è colui che, fra le tante cazzate fatte nel nostro paese, ha strappato un crocefisso da una parete dell' ospedale dell'Aquila e l'ha lanciato dalla finestra. Dopo pochi giorni dal suo arrivo ad Ofena(Aq) chiede la rimozione del crocifisso dall’aula della scuola frequentata da uno dei suoi due figli.
Nel 2002 la vicenda sembra essere conclusa con la decisione del sindaco Anna Coletti di far spostare il crocefisso di qualche metro, dall’entrata della scuola al corridoio. Adel Smith, però, non contento, dopo aver diffidato senza successo il Ministero della Pubblica Istruzione,dell'Interno e della Giustizia affinché fosse rimosso il crocifisso dall'aula del figlio, porta in aula un quadro con scritto: "Allah è unico, Allah è l'assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è uguale a Lui".
Le maestre rimuovono il quadro e Smith risponde mandando a scuola i figli con la raffigurazione del medesimo quadro cucita sul grembiule. Alla fine,il tribunale dell’Aquila accoglie suo ricorso e impone la rimozione del crocifisso dalle aule della scuola di Ofena.
Ma vi rendete conto? In Italia una persona può tranquillamente mancare di rispetto alla fede di milioni di persone ed essere appoggiato dai giudici. Roba da repubblica delle banane.
Immaginate se noi andassimo in un paese musulmano a parlare in televisione contro la religione islamica o, meglio ancora, immaginate se lanciassimo giù da una finestra il corano..altro che essere spalleggiati dai giudici! Probabilmente ci lapiderebbero (come minimo).
Ribadisco il concetto: per quanto mi riguarda il sig. (anche se definirlo signore mi pare troppo) Smith e la signora Lautsi, potrebbero andarsene... in un altro paese, anzichè imporre le loro idee a noi.
Detto questo, rispetto chi invece si può sentire a disagio nel vedere rappresentato nei luoghi pubblici solo il simbolo della cristianità ma che esprime le sue opinioni con rispetto e non con l'intenzione di comandare a casa degli altri. Proprio perchè rispetto profondamente queste persone, penso che bisognerebbe affiancare nei luoghi pubblici frequentati anche da loro il crocifisso con il simbolo della loro religione di appartenenza; cosi' come penso che nelle scuole oltre all'insegnamento della religione cattolica, si dovrebbero insegnare anche i principi base di tutte le religioni mondiali, in modo tale da favorire l'integrazione fra culture e fedi diverse.
Antipaticox
16:12
Scritto da: antipaticox
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03/10/2009
Inchiesta sulla crisi: intervista ad un giovane precario
Antipaticox intervista in esclusiva per voi un giovane precario con famiglia, una delle vittime della crisi. Il giovane in questione, di nome Mario,che vive a Reggio Calabria, ci dà l'occasione di riflettere su questa crisi, e si spera faccia riflettere i politici, o almeno coloro che passano il tempo ad insultarsi piuttosto che dare soluzioni concrete alle famiglie in difficoltà.
A. Allora, Mario, parlaci un pò di te.
M. Ho 29 anni, sono sposato ed ho una splendida figlia di 8 anni; viviamo in una casa alle porte della città. Lavoro in un call center, per 500€ al mese. Faccio 8 ore, dalle 9 alle 17. Mia moglie fa la badante presso una signora anziana e altri lavoretti saltuari, tra i quali pulizie negli uffici. Abbiamo un affitto di 600€ al mese (per una casa di 80 mq).
A. Mi accennavi ad un tuo secondo lavoro.
M. Ah già, dimenticavo di dire che il fine settimana faccio il cameriere presso una pizzeria.
A. Avrete delle grosse difficoltà economiche, immagino..
M. Grosse difficoltà è un eufemismo, mia figlia va a scuola e puoi immaginare le spese: quaderni,libri,penne,diari,ecc. Fra bollette,spesa,affitto,ogni mese è praticamente impossibile andare avanti.
A. Quali sono in concreto le rinunce che fate tu e tua moglie per tirare avanti?
M. Non sappiamo più praticamente cosa sia il ristorante, facciamo la spesa solo negli hard discount, abbiamo rinunciato ad un'automobile a favore dei mezzi pubblici, i giocattoli a nostra figlia li comprano i nonni e, mi vergogno un pò a dirlo, se dobbiamo comprare carne compriamo per noi i tagli poveri, di terza scelta (non per la bambina, ovviamente) e la frutta spesso la compriamo al mercato, all'ora di chiusura quando costa la metà. Niente vizi, niente concessioni extra, si compra solo lo stretto indispensabile.
A. Vi è capitato di chiedere denaro in prestito a qualcuno?
M. Ovviamente si, alcuni mesi per andare avanti non fosse per le pensioni dei nostri genitori che ci danno una mano, dovremmo rivolgerci agli strozzini. E' una situazione di merda.
A. Qual' è il vostro stato d'animo attuale?
M. Ci sentiamo frustrati, in famiglia c'è sempre tensione e la bambina ne soffre.
A. C'è un messaggio che vorresti lanciare alla politica?
M. Si, un messaggio c'è: noi famiglie ne abbiamo piene le scatole dei vostri litigi, iniziate a pensare a noi..dovreste vergognarvi. Già stavamo male prima, adesso con questa crisi non sappiamo più dove sbattere la testa.Svegliatevi!Siamo noi elettori i vostri padroni e dovete tutelarci!
In conclusione di questa intervista, ciò che pensa chi scrive è che le famiglie che si trovano in tale stato stanno diventando la regola, piuttosto che l'eccezione.
La colpa va imputata principalmente a due categorie: la politica e i media.
La politica (di entrambi gli schieramenti) perchè non è stata in grado negli ultimi trent'anni di mettere in atto concretamente provvedimenti seri e universali a favore delle famiglie, perdendo anche un'occasione di rilancio serio del paese (speriamo che questo governo possa fare meglio).
I media, perchè continuano a preferire come tema centrale il gossip politico, (come peraltro da me denunciato in altri articoli), a danno di inchieste serie sulla famiglia e su come vive, anzi su come sopravvive, anche alla luce della crisi che ha colpito l'economia. Ma lo capiscono o no, che a chi non arriva a fine mese non gliene sbatte un bel niente di con chi va a letto Berlusconi?
Antipaticox
19:18
Scritto da: antipaticox
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